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Sabato
19 agosto
2017

Stasera su Rai4, Cose nostre - Malavita
Cose nostre - Malavita Apri programmi Rai4
commedia
21,05
In onda su Rai4 il 13/8/2017.
Spiacente, trailer non disponibile.
Decisosi a parlare e mandare in galera tutta la sua famiglia (o almeno quelli che ha lasciato in vita) assieme al proprio clan, il boss mafioso Giovanni Manzoni e' continuamente trasferito da una casa all'altra e da un'identita' fittizia all'altra per il programma protezione testimoni dell'FBI. Arrivato con la moglie, la figlia adolescente e il figlio di poco piu' piccolo in un paesino della Francia, tentera' di sopprimere la sua natura mentre i suoi parenti si integrano a modo proprio con l'ambiente locale.

Intanto in una galera americana, uno dei molti capi che ha fatto incarcerare con la sua testimonianza non smette di cercarlo per chiudere i conti.

C'e' il tocco di Martin Scorsese su Cose nostre - Malavita, film di cui e' produttore esecutivo e che infatti non ha i soliti toni eccessivi di Luc Besson ma un'inedita (per il regista francese) vicinanza ai temi narrati. Il quadro della famiglia di Cose nostre e' infatti un film di mafia post-Soprano, in cui i malavitosi sono persone insospettabilmente normali ma capaci di perpetrare azioni truci nella stessa maniera in cui si va al lavoro ogni giorno. Ma diversamente dal solito il ritratto e' contaminato da un affetto, una nostalgia e al tempo stesso un autentico terrore del crimine italoamericano che paiono venire dall'immaginario scorsesiano.

Il calco ufficiale e' il romanzo "Malavita" di Tonino Benacquista, quello non ufficiale sembra invece l'unione di In Bruges e Quei bravi ragazzi (che in un momento di metacinema sfiorato viene proiettato davanti al protagonista interpretato da Robert De Niro). E' impossibile infatti non notare un certo piacere filmico nel manipolare la trama e i personaggi che compongono la famiglia del film in modo che oscillino in continuazione tra dramma e commedia, tra risata e tensione, facendosi forza di un'ambientazione inusuale (il paesino della Francia del nord) utilizzata con una chiave satirica che ricorda il film di McDonagh. Al tempo stesso e' anche evidente come uno dei punti chiave della trama sia la discesa del boss, il suo essere ridotto al rango di persona normale, privato dei privilegi, del rispetto e della deferenza che sono dovuti ad un criminale del suo rango e costretto a subire i consueti soprusi di tutti i giorni invece che imporli agli altri, come accade all'Henry Hill di Ray Liotta.

Non c'e' quindi molto di originale nel film di Besson, che da sempre e' piu' un abile masticatore di cinema altrui che un creatore originale, tuttavia questa volta il miscuglio e' piu' bilanciato e armonioso del solito. Superando la chimera dell'originalita' a tutti i costi, Besson riesce a saltare dall'high school movie alle sparatorie in mezzo alle strade, dai dialoghi screwball dei due coniugi a quelli noir tra De Niro e Tommy Lee Jones, con un'agilita' che non fa sentire nessuna fatica al pubblico, anzi esalta le qualita' del film.

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